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	<title>Transparency International Archivi - ComplianceDesign.it</title>
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		<title>Italia e Opacity Real Estate Ownership Index 2025: bene l’AML, ma mancano trasparenza e accesso ai dati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2025 10:48:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[best practice & culture]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Anti-Corruption Data Collective]]></category>
		<category><![CDATA[Transparency International]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A marzo 2025 è stato pubblicato il primo Opacity Real Estate Ownership Index (OREO), realizzato da Transparency International insieme all&#8217;Anti-Corruption Data Collective (ACDC). Il report analizza il grado di trasparenza dei mercati immobiliari in 24 giurisdizioni, evidenziando quanto il settore sia esposto al rischio di riciclaggio di denaro a causa di dati poco accessibili e [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">A marzo 2025 è stato pubblicato il primo <em><strong>Opacity Real Estate Ownership Index (OREO)</strong></em>, realizzato da<strong> Transparency International</strong> insieme all&#8217;<strong>Anti-Corruption Data Collective</strong> (ACDC). Il report analizza il grado di trasparenza dei mercati immobiliari in 24 giurisdizioni, evidenziando quanto il settore sia esposto al rischio di riciclaggio di denaro a causa di dati poco accessibili e normative antiriciclaggio (AML) incomplete.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’OREO Index prende in considerazione due dimensioni fondamentali: da un lato, analizza quanto siano <strong>disponibili e adeguati i dati relativi al settore immobiliare</strong>; dall’altro, valuta la <strong>copertura e l’efficacia del quadro normativo antiriciclaggio</strong> applicato al comparto</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I risultati? </strong>Nessun Paese ha raggiunto il punteggio massimo, e dieci giurisdizioni hanno ottenuto meno di 5 punti su 10. Un quadro preoccupante, che evidenzia quanto il settore immobiliare resti un canale privilegiato per l’occultamento di capitali illeciti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il caso Italia: un sistema avanzato, ma con criticità sui dati e il Registro dei titolari effettivi sospeso</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’Italia si posiziona all’ottavo posto nell’OREO Index</strong>, dietro a Paesi come Sudafrica, Singapore, Francia e Germania. Il sistema antiriciclaggio italiano viene definito avanzato, ma persistono importanti criticità, in particolare legate alla <strong>disponibilità e tracciabilità dei dati immobiliari</strong> e alla <strong>trasparenza dei titolari effettivi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli elementi positivi, l’Italia è uno dei pochi Paesi che richiede alle parti coinvolte in una transazione immobiliare di dichiarare l’eventuale utilizzo di intermediari. Tuttavia, nei registri immobiliari italiani – come in tutte le altre giurisdizioni analizzate – <strong>non è presente l’informazione sui reali titolari delle proprietà</strong>, rendendo difficile rintracciare chi controlli effettivamente gli asset.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, i <strong>costruttori immobiliari (property developers)</strong>, sebbene abilitati a vendere direttamente, non rientrano ancora tra i soggetti obbligati alla normativa antiriciclaggio, una lacuna condivisa con Paesi come Francia, Hong Kong e Norvegia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte delle buone pratiche, l’Italia – insieme a Inghilterra &amp; Galles – è tra le poche giurisdizioni dove i professionisti devono tracciare le misure adottate per identificare i titolari effettivi, contribuendo così a una maggiore responsabilizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ma c’è un nodo critico attuale: il Registro dei titolari effettivi.</strong> A marzo 2025, l’Italia risulta l’unico Paese dell’UE ad avere il Registro sospeso, a seguito delle ordinanze del Consiglio di Stato e del rinvio alla Corte di Giustizia europea. Questa sospensione rappresenta un freno evidente agli sforzi di trasparenza e ostacola indagini e controlli efficaci.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="875" height="836" src="https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2025/04/oreo-grafico.png" alt="" class="wp-image-10090" srcset="https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2025/04/oreo-grafico.png 875w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2025/04/oreo-grafico-300x287.png 300w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2025/04/oreo-grafico-768x734.png 768w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2025/04/oreo-grafico-440x420.png 440w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2025/04/oreo-grafico-150x143.png 150w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2025/04/oreo-grafico-696x665.png 696w" sizes="(max-width: 875px) 100vw, 875px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Scenario internazionale: nessun sistema è davvero trasparente</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi ha riguardato 24 giurisdizioni, tra cui i Paesi del G20 e hub finanziari come Singapore, Panama ed Emirati Arabi Uniti. Il quadro che emerge è tutt’altro che rassicurante: <strong>nessuna delle giurisdizioni esaminate garantisce piena trasparenza</strong> nei dati immobiliari e nel quadro AML.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Sudafrica</strong> è il Paese con il miglior punteggio complessivo, grazie a una buona disponibilità di dati e a un quadro normativo robusto. Anche <strong>Singapore, Francia e Inghilterra &amp; Galles</strong> si posizionano bene, seppur con alcune carenze regolatorie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul versante opposto, i <strong>Paesi più vulnerabili al riciclaggio attraverso l’immobiliare</strong> sono risultati l’Australia, la Corea del Sud e, sorprendentemente, gli <strong>Stati Uniti</strong>, che hanno ottenuto il punteggio più basso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un dato trasversale a tutte le giurisdizioni è l’inadeguatezza dei dati pubblici. La mancanza di informazioni sui titolari effettivi – spesso occultati dietro società o trust – e l’assenza di obblighi trasparenti per determinati attori del mercato rendono difficile l’identificazione di operazioni sospette, persino da parte delle stesse autorità.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Serve un salto di qualità globale</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">A più di un decennio dagli impegni presi dal G20 per aumentare la trasparenza sulla titolarità effettiva, e dopo le inchieste internazionali che hanno svelato l’uso del settore immobiliare per occultare fondi illeciti, <strong>i progressi restano lenti e disomogenei</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’OREO Index conferma che senza un’infrastruttura dati adeguata e una normativa antiriciclaggio realmente efficace, i mercati immobiliari continueranno a rappresentare un varco aperto per il riciclaggio. E anche i Paesi formalmente più avanzati, come l’Italia, devono ancora compiere importanti passi avanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.transparency.it/images/pdf_pubblicazioni/2025_Report-OREO-Index-English.pdf">Clicca per scaricare il report completo</a></p>
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		<title>CPI 2022, l&#8217;Italia conferma il punteggio e guadagna una posizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2023 11:33:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[analisi & report]]></category>
		<category><![CDATA[Transparency International]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Transparency International ha pubblicato l’edizione 2022 dell’Indice di Percezione della Corruzione (CPI). Il CPI 2022 colloca l’Italia al 41° posto, con un punteggio di 56. Dopo il balzo in avanti di 10 posizioni nel CPI 2021, l’Italia conferma il punteggio dello scorso anno e guadagna una posizione nella classifica globale dei 180 Paesi oggetto della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="uk-panel uk-margin">
<p>Transparency International ha pubblicato l’edizione 2022 dell’Indice di Percezione della Corruzione (CPI). Il CPI 2022 colloca l’Italia al 41° posto, con un punteggio di 56. Dopo il balzo in avanti di 10 posizioni nel CPI 2021, l’Italia conferma il punteggio dello scorso anno e guadagna una posizione nella classifica globale dei 180 Paesi oggetto della misurazione.</p>
<p>L’Indice di Percezione della Corruzione, elaborato annualmente da Transparency International, classifica i Paesi in base al livello di corruzione percepita nel settore pubblico, attraverso l’impiego di 13 strumenti di analisi e di sondaggi rivolti ad esperti provenienti dal mondo del <em>business</em>. Il punteggio finale è determinato in base ad una scala che va da 0 (alto livello di corruzione percepita) a 100 (basso livello di corruzione percepita).</p>
<p>Il Report CPI 2022 mette in evidenza la forte correlazione tra corruzione, conflitti e sicurezza. La corruzione erode le risorse per il benessere comune, genera tensioni sociali, riduce la fiducia nei governi, crea terreno fertile per attività criminali, in definitiva minaccia la stabilità politica, sociale ed economica di un Paese. Con un punteggio medio di 66 su 100, l&#8217;Europa occidentale e l&#8217;Unione europea (UE) è ancora una volta la regione con il punteggio più alto nell&#8217;Indice di Percezione della Corruzione (CPI) e l’Italia è tra i paesi dell’area che hanno registrato maggiori progressi dal 2012 al 2022, nonostante resti ancora sotto la media del punteggio europeo. Il CPI 2022 conferma, infatti, l’Italia al 17° posto tra i 27 Paesi membri dell’Unione Europea.</p>
<p><em>“Il punteggio ed il conseguente posizionamento del nostro Paese confermano l’Italia nel gruppo dei paesi europei in ascesa sul fronte della trasparenza e del contrasto alla corruzione. Un risultato frutto dell’applicazione delle misure normative in tema di prevenzione della corruzione adottate nell’ultimo decennio e dell’attenzione che su di essa ha riversato il decisore politico.”</em> <em>&#8211; </em>ha commentato <strong>Iole Anna Savini</strong>, la Presidente di Transparency International Italia – <em>“Il decisore politico dovrà mettere al centro della sua agenda i temi della trasparenza e della lotta alla corruzione: rafforzare i controlli, scongiurare i conflitti di interesse, promuovere la trasparenza definendo regole adeguate per il bilanciamento tra il diritto all’informazione e la sensibilità dei dati, regolare le attività di lobbying.”</em> – conclude la Presidente.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-5699 alignleft" src="https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2023/01/sss-224x300.png" alt="" width="450" height="603" srcset="https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2023/01/sss-224x300.png 224w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2023/01/sss-313x420.png 313w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2023/01/sss-150x201.png 150w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2023/01/sss-300x402.png 300w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2023/01/sss.png 372w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></p>
<p>L&#8217;Italia ha beneficiato delle misure anticorruzione adottate nell&#8217;ultimo decennio, compreso un nuovo codice degli appalti che ha portato a una maggiore trasparenza. Tuttavia, la volatilità politica e le elezioni anticipate hanno gravemente ritardato i progressi su fondamentali capisaldi per la lotta alla corruzione: la regolamentazione del lobbying e il conflitto di interessi.</p>
<p><em>“I progressi degli ultimi dieci anni non ci devono indurre ad abbassare l’attenzione” </em>– dichiara <strong>Giovanni Colombo</strong>, il direttore di Transparency International Italia &#8211; <em>“c’è ancora molto da fare in tema di anticorruzione ed alcune questioni rilevanti vanno risolte al più presto</em>: <em>la messa a disposizione del registro dei titolari effettivi e la regolamentazione del lobbying, temi tornati alla ribalta con le recenti lacune emerse a livello europeo e il nuovo codice appalti che sarà determinante per sostenere eticamente le realizzazioni del PNRR. Infine, oltre ad efficaci passi normativi, auspichiamo un aumento del livello di osservazione e partecipazione dei cittadini ai temi della trasparenza e dell’integrità, garanzia di attenzione generale e sprone per i miglioramenti attesi.”</em></p>
<p>A livello globale, nel CPI 2022, la Danimarca rimane al vertice con 90 punti, seguita dalla Nuova Zelanda e dalla Finlandia con 87 punti, a seguire la Norvegia con 84 e Singapore e la Svezia con 83. In fondo alla classifica troviamo la Somalia con 12 punti, la Siria e il Sud Sudan con 13 punti, il Venezuela con 14 punti. In generale, la classifica trasversale che raggruppa le nazioni con un sistema di governo democratico registra un punteggio medio molto alto, pari a 70 punti; al contrario le autocrazie generano un punteggio medio molto basso, pari a 26 punti. Dal 2012 al 2022, solo 25 Paesi hanno compiuto progressi significativi, mentre ben 155 Paesi non ne hanno compiuti e alcuni hanno addirittura peggiorato il loro punteggio.</p>
</div>
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		<title>Corruzione percepita, l&#8217;Italia sale al 42esimo posto dell’indice transparency International</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2022 12:23:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[analisi & report]]></category>
		<category><![CDATA[Transparency International]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un anno l’Italia ha scalato dieci posizioni nella classifica di Transparency International: secondo i dati dell’Indice della percezione della corruzione 2021 siamo al 42° posto su una classifica di 180 paesi. Nel 2020 l’Italia occupava il 52° posto. Cresce dunque la fiducia internazionale, anche se è ancora lontana la media dell&#8217;Ue che è di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://compliancedesign.it/corruzione-percepita-litalia-sale-al-42esimo-posto-dellindice-transparency-international/">Corruzione percepita, l&#8217;Italia sale al 42esimo posto dell’indice transparency International</a> proviene da <a href="https://compliancedesign.it">ComplianceDesign.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: left;"><span class="JsGRdQ">In un anno l’Italia ha scalato dieci posizioni nella classifica di </span><span class="JsGRdQ">Transparency International</span><span class="JsGRdQ">: secondo i dati dell’Indice della percezione della corruzione 2021 siamo al 42° posto su una classifica di 180 paesi. Nel 2020 l’Italia occupava il 52° posto. Cresce dunque la fiducia internazionale, anche se è ancora lontana la media dell&#8217;Ue che è di 64 (66 per l’Europa Occidentale). In dieci anni sono stati 14 i punti guadagnati.</span></h4>
<p class="_04xlpA direction-ltr align-start para-style-body" style="text-align: left;"><span class="JsGRdQ">L&#8217;emergenza generata dalla pandemia ha fortemente influenzato l&#8217;elaborazione del CPI, dal momento che in alcuni casi ha generato una minor fiducia nei Paesi che hanno preferito rimuovere le garanzie di controllo, in altri ha determinato un rafforzamento della coscienza collettiva e risposte più solide da parte dei Governi&#8221;, fa notare la presidente di Transparency International Italia</span><span class="JsGRdQ"> Iole Anna Savini</span><span class="JsGRdQ"> commentando i dati. </span><span class="JsGRdQ">Sul fronte anticorruzione e trasparenza sono ancora diversi i temi ancora in sospeso.<img decoding="async" class="wp-image-2667 size-medium alignleft" src="https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2022/01/index-3-212x300.png" alt="" width="212" height="300" srcset="https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2022/01/index-3-212x300.png 212w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2022/01/index-3-724x1024.png 724w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2022/01/index-3-768x1086.png 768w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2022/01/index-3-1086x1536.png 1086w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2022/01/index-3-297x420.png 297w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2022/01/index-3-150x212.png 150w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2022/01/index-3-300x424.png 300w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2022/01/index-3-696x984.png 696w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2022/01/index-3-1068x1511.png 1068w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2022/01/index-3.png 1414w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" /></span></p>
<p class="_04xlpA direction-ltr align-start para-style-body" style="text-align: left;"><span class="JsGRdQ">&#8220;Tra le questioni più rilevanti &#8211; sostiene il direttore </span><span class="JsGRdQ">Giovanni Colombo</span><span class="JsGRdQ"> &#8211; vi è il ritardo nella trasposizione della direttiva europea 2019/1937 sul tema del whistleblowing, i cui termini sono scaduti a dicembre 2021, che consentirebbe di completare la disciplina contenuta nella legge 179/2017. Siamo inoltre ancora in attesa della pubblicazione del registro dei titolari effettivi e ci auguriamo che il processo legislativo per la regolamentazione del lobbying sia portato a termine nel migliore dei modi&#8221;.</span></p>
<p class="_04xlpA direction-ltr align-start para-style-body" style="text-align: left;"><span class="JsGRdQ">In un momento così importante per il futuro del Paese e con il prossimo arrivo dei fondi per la realizzazione dei progetti del Pnrr, “l’obiettivo della trasparenza   <img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2672 alignright" src="https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2022/01/index2-212x300.png" alt="" width="318" height="450" srcset="https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2022/01/index2-212x300.png 212w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2022/01/index2-724x1024.png 724w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2022/01/index2-768x1086.png 768w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2022/01/index2-1086x1536.png 1086w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2022/01/index2-297x420.png 297w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2022/01/index2-150x212.png 150w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2022/01/index2-300x424.png 300w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2022/01/index2-696x984.png 696w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2022/01/index2-1068x1511.png 1068w, https://compliancedesign.it/wp-content/uploads/2022/01/index2.png 1414w" sizes="auto, (max-width: 318px) 100vw, 318px" /> deve essere prioritario per il Paese“– ha dichiarato </span><span class="JsGRdQ">Giuseppe Busia</span><span class="JsGRdQ"> Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione – “è l’elemento chiave per far sì che la ripresa dell’Italia sia duratura, e non si fermi al 2026. La prevenzione della corruzione va coniugata con efficienza della pubblica amministrazione”.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span class="JsGRdQ">Efficienza che richiama il tema della digitalizzazione, indispensabile per garantire massima trasparenza degli appalti. “Anac sta lavorando molto a tale obiettivo attraverso la Banca dati unica degli appalti pubblici, da cui passeranno i contratti del Pnrr “ sottolinea Busia, che indica come ulteriore obiettivo, la realizzazione della Piattaforma unica della Trasparenza, sempre prevista dal Pnrr e affidata ad Anac.</span></p>
<h5 style="text-align: left;"></h5>
<p><a href="https://www.compliancedesign.it/?smd_process_download=1&amp;download_id=2695">Leggi la Newletter nr.2 #peopleincompliance</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://compliancedesign.it/corruzione-percepita-litalia-sale-al-42esimo-posto-dellindice-transparency-international/">Corruzione percepita, l&#8217;Italia sale al 42esimo posto dell’indice transparency International</a> proviene da <a href="https://compliancedesign.it">ComplianceDesign.it</a>.</p>
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