La compliance ha un costo evidente. Il suo valore, invece, è invisibile. La domanda che raramente mi viene posta, e che considero la più importante, è questa: “Come si misura il valore della compliance?”
Il valore della compliance è invisibile per definizione, perché è il valore di ciò che non accade.
È il procedimento penale che non si apre. È la sanzione che non arriva. È il cliente che non se ne va. È il talento che sceglie di restare perché lavora in un’organizzazione di cui si fida. È l’acquisizione che va in porto perché la due diligence non rivela sorprese. È la reputazione che resta intatta quando il settore è sotto i riflettori.

Il valore della compliance non si misura in ciò che produce, ma in ciò che preserva.
E ciò che preserva è il bene più prezioso e più fragile di un’impresa: la fiducia. La fiducia degli investitori, dei clienti, dei dipendenti, dei regolatori, della comunità. Un’impresa che perde la fiducia può sopravvivere, ma non sarà più la stessa. Un’impresa che la mantiene, anche attraversando una crisi, ne esce più forte.
Ecco perché dico ai consigli di amministrazione: non guardate alla compliance come a un’assicurazione che sperate di non dover mai usare. Guardatela come a un investimento nella vostra credibilità. Perché la credibilità, in un mondo dove tutto si sa e nulla si dimentica, è l’unico vantaggio competitivo che nessuno può copiarvi.

