Homearee e settoriReal estate e compliance: sostenibilità e trasparenza non sono più optional

Real estate e compliance: sostenibilità e trasparenza non sono più optional

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Il settore immobiliare sta affrontando una trasformazione profonda, trainata da un quadro normativo sempre più stringente. L’Unione europea ha introdotto nuove direttive che ridefiniscono il concetto di conformità, spingendo le aziende a integrare nei propri processi il rispetto di criteri ambientali, sociali e di governance. Tra i temi chiave emergono la sostenibilità, la gestione dei rischi lungo la catena di fornitura e la trasparenza nei rapporti con stakeholder e autorità.

ComplianceDesign.it ne ha parlato con Antonella Gerani, Head of Compliance & DPO di Covivio per la branch italiana e referente per il coordinamento delle attività di Gruppo. “L’entrata in vigore delle nuove direttive europee su sostenibilità, due diligence e reportistica avrà un impatto significativo non solo sul real estate, ma su tutte le aziende chiamate ad adeguare processi e controlli per rispettare standard ambientali, etici e sociali sempre più rigorosi.”

Oltre i confini aziendali: la sfida della supply chain

Una delle maggiori sfide previste dalle nuove normative europee riguarda l’estensione della due diligence all’intera catena di fornitura. “Non basta limitarsi al proprio perimetro interno: sarà necessario verificare che ogni fornitore, diretto o indiretto, a prescindere dalle dimensioni, rispetti gli standard prescritti”.

In Covivio, questo impegno si traduce in un insieme di misure e processi che coinvolgono tutta la filiera. I rating di sostenibilità sono stati inseriti nelle fasi di selezione dei partner, con una Carta degli acquisti responsabili che richiama gli obiettivi dell’Agenda 2030 e introduce clausole ambientali e sociali nei contratti. A ciò si aggiungono clausole vincolanti, pensate per rendere il rispetto di determinati standard un prerequisito per la collaborazione.

“Abbiamo già iniziato a far presente ai nostri fornitori che il rispetto di determinati impegni in materia di sostenibilità diventerà un criterio di selezione”, indica Gerani. Una strategia che, se oggi si basa su un approccio non vincolante, domani diverrà un fattore determinante per competere in uno scenario sempre più orientato alla sostenibilità.

Una cultura della compliance condivisa

L’approccio di Covivio si fonda su tre principi fondamentali. Etica, con regole di condotta chiare e trasparenti raccolte nel Codice Etico. Responsabilità, per prevenire rischi legati a corruzione, conflitti di interesse, riciclaggio e protezione dei dati personali. Sostenibilità, che riguarda tanto il profilo ambientale – immobili “green”, certificazioni energetiche – quanto quello sociale, con attenzione all’inclusione e alla tutela dei diritti umani.

In Italia, Covivio ha adottato il Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231, che individua i principali rischi aziendali e implementa procedure mirate a prevenirli. A supervisionarlo è l’Organismo di Vigilanza (ODV), che raccoglie periodicamente i flussi informativi dalle aree aziendali più rilevanti e segnala eventuali criticità.

Essendo una realtà internazionale, Covivio adotta una strategia di compliance condivisa tra le sue sedi. “Abbiamo implementato procedure di gruppo che prevedono verifiche periodiche sulle principali aree di rischio ed un sistema di controllo interno volto a monitorarle che si articola sia a livello locale che centrale”. Questo approccio si traduce anche nella creazione di comitati interfunzionali e intragruppo, che coinvolgono di volta in volta le funzioni Legal, Compliance, Comunicazione, Sostenibilità e IT per definire strategie integrate.

Formazione continua per una compliance consapevole

Uno dei pilastri della strategia compliance di Covivio è la formazione, che mira a coinvolgere i dipendenti in modo attivo. “La formazione deve essere periodica, interattiva e coinvolgente, mettendo i dipendenti in cattedra quando possibile per condividere la loro expertise”.

L’azienda punta su strumenti diversificati per promuovere la consapevolezza: percorsi di e-learning per garantire accesso flessibile, workshop in presenza per favorire il confronto diretto, approcci ludici come quiz e simulazioni, e una comunicazione interna costante tramite newsletter e aggiornamenti tematici. “Le persone devono capire che la compliance non si riduce al rispetto di una norma, ma è uno strumento per prevenire rischi, sia per l’azienda che per il singolo”.

AI e compliance: un equilibrio da costruire

Tra le nuove sfide, l’Intelligenza Artificiale occupa un posto centrale, anche in ambito compliance. “Il nostro approccio non è di chiusura, ma di apertura consapevole: gli strumenti AI possono essere utili, ma devono essere monitorati e i risultati verificati”.

Covivio ha già avviato l’adozione di soluzioni che integrano l’AI, con particolare attenzione alla protezione dei dati e alla supervisione umana. L’azienda invita i dipendenti a utilizzare soltanto piattaforme autorizzate, in grado di garantire adeguati livelli di sicurezza e riservatezza, fornendo un’adeguata formazione sia sulle potenzialità che sui rischi connessi ad un utilizzo non consapevole di questi strumenti.

Sostenibilità come leva di mercato

Il futuro del real estate sarà sempre più legato alla sostenibilità. Certificazioni energetiche, materiali a basso impatto e strategie ESG trasparenti stanno diventando elementi decisivi per la competitività del settore. “Essere trasparenti significa far conoscere il nostro approccio nel prevenire comportamenti che potrebbero rappresentare un rischio, non solo per l’azienda, ma anche per investitori e clienti”.

Le imprese che non sapranno dimostrare il proprio impegno rischieranno di rimanere escluse dal mercato. Investitori e consumatori chiedono ormai standard elevati e verificabili, e il settore immobiliare si prepara a questa nuova normalità, fatta di responsabilità condivisa, tracciabilità e coerenza.

di Matteo Rizzi

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