Homeappunti di viaggioCrescere senza derapare: la compliance come fattore di equilibrio

Crescere senza derapare: la compliance come fattore di equilibrio

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In questi giorni partono le Olimpiadi invernali.
Per qualche settimana guarderemo atleti scendere su piste perfette, lasciare segni netti sulla neve, cercare la linea migliore a velocità estreme.

A colpire non è solo la velocità. È la precisione delle tracce. Due impronte parallele che raccontano controllo, equilibrio, preparazione. Basta una pista guardata bene per capire chi sta davvero sciando e chi sta solo provando a restare in piedi.

È da lì che parte questa riflessione.

Nella vita non conta solo quanti passi fai, ma l’impronta che lasci. Sulla neve non esiste un’impronta sola. Quando scendi con gli sci, le tracce sono due. Sempre.

C’è lo sci che spinge, che accelera, che cerca la linea più veloce. Ed è quello che tutti guardano, perché è quello che fa il tempo. Poi c’è l’altro sci. Quello che tiene l’equilibrio, che governa la traiettoria, che evita la caduta quando la velocità aumenta. Se guardi bene una pista, capisci subito se chi è sceso stava sciando davvero o se stava solo cercando di restare in piedi.

Le due tracce del piano industriale

Nel piano industriale succede la stessa cosa. Una traccia è quella della performance: crescita, redditività, cassa, obiettivi ambiziosi. È lo sci che spinge. È necessario. Senza, non ti muovi. L’altra traccia è quella della condotta responsabile, la “compliance FOOTPRINT”: come governi i rischi, come prendi le decisioni, come rendi sostenibile la velocità. È lo sci che tiene l’assetto.

Se nel piano industriale disegni solo la prima traccia, non stai scendendo bene.
Stai derapando. E chi derapa può anche andare forte per un tratto, ma non controlla la discesa. La velocità senza assetto non è strategia.

Nello sci, più aumenti la velocità, più l’equilibrio diventa decisivo. Nel business è identico. Quando la compliance resta implicita, non governata, non misurata, stai chiedendo all’organizzazione di spingere senza dare stabilità. Il risultato non è una corsa più veloce, ma una traiettoria instabile. La compliance non rallenta. È ciò che ti permette di tenere la linea quando la pendenza aumenta.

Le tracce che contano davvero

Quella seconda traccia non è fatta di buone intenzioni. È fatta di tre fondamentali molto concreti. Sicurezza: sapere dove puoi perdere controllo prima di perderlo davvero. Integrità: coerenza tra obiettivi dichiarati e comportamenti reali.
Qualità: processi e decisioni che rendono la performance ripetibile, non casuale. Sono questi elementi che tengono lo sci in presa mentre acceleri.

Guardare la pista, non solo il traguardo

Un piano industriale non è solo un traguardo da raggiungere.
È una pista che scegli di disegnare.
Se alla fine vedi una sola traccia sulla neve, non importa quanto sia lunga: non stavi sciando bene. Se ne vedi due, parallele, continue, allora sì: stavi andando veloce con controllo. Perché alla fine, nella vita come nel business, non conta solo quanta strada fai. Conta l’impronta che lasci sulla pista. E quella impronta dice tutto su che tipo di leader sei mentre scendi.

Nicola Allocca

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