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La partita dello sport si gioca sempre più fuori dal campo

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Per anni la competitività di una società sportiva è stata misurata quasi esclusivamente attraverso ciò che accadeva sul campo: la qualità degli atleti, le scelte tecniche, la visione della dirigenza. Oggi questo paradigma non basta più.

Lo sport professionistico è diventato un’industria nella quale la capacità di creare valore dipende sempre più anche da fattori che, fino a pochi anni fa, venivano considerati marginali: governance, compliance, fiscalità, gestione dei rischi, reputazione, regolazione europea e qualità dei processi decisionali.

La partita si gioca  anche fuori dal campo.

È questa la trasformazione più significativa emersa nel corso del talk organizzato da ComplianceDesign.it, che ha visto confrontarsi Pierpaolo Battigaglia (Juventus Football Club, in foto primo da sx), Alberto Porzio (LegisLAB, secondo da sx), Mario Tenore (Pirola Pennuto Zei & Associati, al centro) e Giorgio Vaselli (Giovannelli e Associati, secondo da dx), con la moderazione di Armando Simbari (primo da dx).

Più che affrontare singoli temi specialistici, il dibattito ha restituito l’immagine di uno sport che sta progressivamente perdendo la propria “eccezionalità” per assumere le caratteristiche di una grande industria regolata.

Le società sportive gestiscono oggi patrimoni milionari, operano su mercati internazionali, dialogano con fondi di investimento, amministrano dati, diritti commerciali e asset digitali, sono esposte a un numero crescente di discipline nazionali ed europee e convivono con un rischio reputazionale amplificato da un’esposizione mediatica senza paragoni.

In questo contesto, la governance, oltre ad essere una funzione di controllo, diventa una leva competitiva, ormai sovrapponibile, per complessità, a quello di una grande impresa. Cybersecurity, intelligenza artificiale, antiriciclaggio, continuità operativa, tutela degli stakeholder e rischio reputazionale convivono all’interno dello stesso sistema di governo. Persino il risultato sportivo entra nella mappa dei rischi, perché una mancata qualificazione o una crisi reputazionale producono effetti immediati sul valore economico dell’organizzazione. La performance non dipende più soltanto dalla qualità delle decisioni sportive, ma anche dalla qualità della governance che le sostiene.

Un secondo elemento attraversa trasversalmente tutti i temi affrontati: il problema non è la proliferazione delle regole. È la prevedibilità della loro applicazione. L’incertezza interpretativa che deriva dall’intreccio tra diritto nazionale, regolamenti federali, disciplina FIFA, normativa europea e orientamenti giurisprudenziali rappresenta oggi uno dei principali fattori di rischio per il settore. Non soltanto perché aumenta il contenzioso, ma perché rende più difficile valutare il rischio e, di conseguenza, investire. E per un investitore internazionale, la certezza delle regole vale quasi quanto il loro contenuto.

È una riflessione che supera ampiamente i confini dello sport e riguarda tutti i mercati regolati.

Anche la fiscalità conferma questa evoluzione. Le operazioni internazionali, la mobilità degli atleti, il ruolo degli agenti sportivi, lo sfruttamento dei diritti d’immagine e l’utilizzo di veicoli societari in diverse giurisdizioni impongono oggi livelli di trasparenza e di specializzazione molto superiori rispetto al passato. Allo stesso modo, la crescita dei nuovi modelli di business digitali, dai fan token alle criptoattività, amplia ulteriormente il perimetro delle competenze richieste alle organizzazioni sportive, chiamate a confrontarsi contemporaneamente con regolazione finanziaria, disciplina fiscale, tutela degli investitori e gestione della compliance.

Il valore di una società sportiva non dipende più soltanto dalla qualità dei propri atleti o dai risultati conseguiti sul campo. Sempre più spesso a fare la differenza è la credibilità dell’organizzazione: la capacità di governare i rischi, offrire trasparenza agli investitori, costruire modelli decisionali affidabili e affrontare con anticipo le trasformazioni regolatorie. Da questo punto di vista, lo sport rappresenta oggi uno dei laboratori più interessanti per chi si occupa di governance.

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