Immaginate un primario geniale, reduce da un’operazione straordinaria che ha strappato un paziente alla morte. Tutti lo osannano, l’adrenalina lo pervade, si sente invincibile. Ma proprio in quel momento, accecato dalla propria self-confidence, commette un errore banale: dimentica una garza o uno strumento all’interno del corpo del paziente. Un dettaglio elementare, sottovalutato per distrazione o arroganza, che trasforma il suo successo in un potenziale disastro.
Questo scenario non riguarda solo la medicina. Lo stesso rischio si verifica nelle aziende, con i CEO nel ruolo di “primario”. Quando un leader si convince della propria infallibilità, tende a banalizzare le regole fondamentali, ignorare i segnali d’allarme e sottovalutare i rischi di base. Così, la self-confidence, da alleato del successo, si trasforma nel primo nemico della lucidità.
Il CEO infallibile: un mito pericoloso
Nelle organizzazioni, i CEO che raggiungono traguardi importanti spesso cadono vittime della propria narrazione. Il successo diventa una lente distorta: “Ho portato l’azienda fin qui, posso fare tutto”. Questa mentalità può portarli a scelte avventate o, peggio, a trascurare regole elementari di governance e compliance.
Banalizzare le regole fondamentali è un errore che si paga caro. Pensiamo ai grandi scandali aziendali: quasi sempre, alla base, c’è stata una leadership troppo sicura di sé, convinta che il rispetto delle regole fosse un dettaglio secondario rispetto alla visione strategica. Ma ignorare le “garze” (come controlli, policy o standard etici) equivale a esporsi a un danno reputazionale o finanziario che può far crollare tutto.
La compliance come contrappeso alla self-confidence
Un CEO illuminato non è chi si sente invincibile, ma chi comprende di non esserlo. È qui che entra in gioco la compliance. Come l’assistente in sala operatoria che verifica ogni passaggio e controlla che tutto sia in ordine, il ruolo della compliance è tenere il leader con i piedi per terra.
La compliance non è una barriera, ma un sistema di sicurezza che previene errori grossolani e mantiene l’azienda solida. Aiuta il CEO a vedere ciò che l’ego potrebbe offuscare: i rischi reali. Ignorarla o relegarla a un ruolo marginale equivale a correre una maratona senza allacciarsi le scarpe.
Performance e regole: due pilastri dello stesso obiettivo
Un CEO che punta solo ai risultati senza rispettare le regole fondamentali costruisce un successo fragile. Un leader davvero strategico sa che compliance e performance non sono opposti, ma complementari. Perché, se raggiungi il traguardo ignorando le regole di base, il rischio di cadere è dietro l’angolo.
Chi guida un’azienda non può permettersi di dimenticare la garza.
R.I.T.A.