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Il Referente Responsabile AML: la scelta di CDP e Unicredit

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Nel contesto della tavola rotonda “Il Referente Responsabile AML, i sistemi di gestione del rischio e i flussi informativi nei modelli di governance”, evento di apertura della prima edizione di AML Integrity Design, Luca Canestrelli Responsabile Antiriciclaggio di Unicredit Banca Italia (nella foto a sinistra), e Stefano Scaroina, Head of Compliance & AML del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti (nella foto a destra), hanno illustrato le scelte fatte dalle rispettive organizzazioni nella selezione del referente responsabile AML. Di seguito è riportato un estratto dell’intervento a cura della redazione di compliancedesign.it

 

LA SCELTA DI UNICREDIT
Unicredit ha scelto di nominare l’amministratore delegato come esponente responsabile per l’antiriciclaggio (AML).
La nomina, avvenuta ad aprile, è stata estesa anche al resto del gruppo, con alcune variazioni dovute a requisiti locali. Ad esempio, in Germania, dove esistono specifici requisiti, è stata nominata un’altra figura esecutiva del board.
Prima dell’istituzione formale del ruolo, l’amministratore delegato aveva già responsabilità in materia di antiriciclaggio ed era già coinvolto nei principali comitati rischi e crediti, il che ha reso la transizione più semplice, facilitando la creazione di un punto di contatto tra i vertici dell’istituto e la gestione delle tematiche antiriciclaggio, con un’attenzione particolare ai conflitti di interesse. A tal fine la policy di Unicredit sulla gestione dei conflitti di interesse è stata ulteriormente rafforzata per garantire la conformità ai requisiti regolamentari.

 

LA SCELTA DI CDP
Cassa Depositi e Prestiti (CDP) ha deciso di individuare nell’AD il referente responsabile AML. Questa scelta è stata guidata da considerazioni pratiche e strategiche, assicurando che la gestione del rischio antiriciclaggio sia allineata con la direzione complessiva del business aziendale.
Inizialmente, sono state considerate altre figure, come il Presidente del Comitato Rischi o altri membri del board, ma un’analisi approfondita delle esigenze normative ha condotto all’amministratore delegato quale scelta più efficace, poiché riveste già una funzione rilevante nella governance AML.
Il tema dei conflitti di interesse, invece, è stato affrontato con l’implementazione di presidi rigorosi, specialmente per le operazioni di business che presentano un rischio maggiore dal punto di vista antiriciclaggio.
Un’altra considerazione chiave per la scelta è legata, da un lato, alla governance di CDP, che prevede che l’amministratore delegato abbia accesso a un team qualificato per supportare efficacemente l’incarico, e dall’altro, alla conoscenza approfondita del business, un vantaggio rispetto ai consiglieri senza esperienza esecutiva diretta.

 

>>> continua a leggere lo speciale AML integrity design

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