HomenewsNFT & Cripto. La complessa e incompleta cornice tra incomprensioni e sottovalutazioni

NFT & Cripto. La complessa e incompleta cornice tra incomprensioni e sottovalutazioni

Published on

 

Altamente e improvvidamente sottovalutati dai legislatori nel convincimento che si trattasse di fenomeni transeunti, criptovalute e cryptoassets, da circa un quinquennio, hanno preso prepotentemente piede nel panorama monetario e finanziario mondiale (una realtà, dati disponibili sicuramente per difetto, che supera una capitalizzazione di oltre 2.550 miliardi di dollari). A fronte di questa crescita dirompente, il prevalente sentiment di operatori e regolatori è stata la messa in guardia contro i rischi tipici di una non fiat currency: assenza di garanzie, rischio hackering, opacità di creazione e scambio e connessi rischi di impiego per fini di riciclaggio. Tale approccio, in prospettiva miope, porta ad assoggettare anzitutto le criptovalute e i suoi “gestori” alla sola disciplina antiriciclaggio. Gli interventi operati in tal senso da due decreti legislativi (90/2017 n. 90 e 125/2019), introdussero, legittimandone il substrato operativo, tanto la nozione di valuta virtuale quanto quella di prestatori di servizi relativi all’utilizzo della stessa. Con una espansione di entrambe le nozioni: le criptovalute non più solo mezzi di pagamento ma anche prodotti di investimento, e i prestatori di servizi virtuali, equiparati ai cambiavalute ordinari e soggetti alla stessa disciplina (DM 17.1.2022), non solo come exchanger, essendo abilitati anche ad emissione, offerta, trasferimento, compensazione e ogni altro servizio funzionale ad acquisire, negoziare o intermediare lo scambio di criptovalute.

Il che produce, nel sistema attuale, una pesante dicotomia istituzionale, non scevra da ricadute in termini di stabilità dei mercati e di impatto concorrenziale fra finanza innovativa autogenerata e finanza tradizionale: con buona pace del principio di neutralità tecnologica e con effetti potenzialmente devastanti sull’intero sistema bancario-finanziario, sulla tutela degli acquirenti/investitori, sulla stessa tenuta degli impianti di politica monetaria e sulla chiarezza operativa per gli stessi exchanger. L’unica equiparazione è proprio l’assoggettamento alla disciplina antiriciclaggio: ma quanti e quali operatori del settore potranno effettivamente garantire il rispetto delle norme in materia di adeguata verifica e segnalazione di operazioni sospette? Non è questione di taglia: operatori che scambiano criptovalute per volumi relativamente bassi si sono già attrezzati, operatori di ben maggior stazza, specie se agenti dall’estero “bucando” i confini normativi, adottano nei fatti metodi più corrivi. Altro discorso vale per i Non Fungible Token (NFT). Categoria eterogenea, dove si assommano oggetti digitali incorporanti diritti di più svariata natura. La costante lentezza e titubanza decisionale fa sì che gli NFT possano diventare un punto di fuga per le criptovalute, beneficiando di vuoti normativi e così sfuggendo, fra l’altro, agli obblighi antiriciclaggio, pensati e operanti solo per le valute e non per la più ampia famiglia dei cryptoassets.

di Emilio Girino (Avvocato, commissione fintech AssoAML)

Leggi anche
NFT & Cripto. La proposta di regolamento MiCa (Markets in Crypto-Assets Regulation)
NFT & Cripto. La complessa e incompleta cornice tra incomprensioni e sottovalutazioni
NFT & Cripto. Trust no one.

Iscriviti alla newsletter!

Be the first to find out all the latest news and events!

Latest articles

Compliance e tecnologia: un equilibrio possibile tra rigore e innovazione

Un cambio di paradigma, silenzioso ma potente, è in atto: anche le funzioni di...

Lottomatica: Lauria alla guida del Risk & Compliance e nei CDA delle principali concessionarie del Gruppo

Dallo scorso 1° febbraio, Francesco Lauria ha assunto il ruolo di Chief Risk, Ethics...

Poste Italiane rinnova la certificazione ISO 37301 per la gestione della compliance

Poste Italiane ha ottenuto il rinnovo della certificazione ISO 37301:2021 per il proprio sistema...

Armando Sestili nominato Head of Anti-Corruption di Leonardo Global Solutions

Armando Sestili è il nuovo Head of Anti-Corruption di Leonardo Global Solutions (LGS), la...

More like this

Compliance e tecnologia: un equilibrio possibile tra rigore e innovazione

Un cambio di paradigma, silenzioso ma potente, è in atto: anche le funzioni di...

Lottomatica: Lauria alla guida del Risk & Compliance e nei CDA delle principali concessionarie del Gruppo

Dallo scorso 1° febbraio, Francesco Lauria ha assunto il ruolo di Chief Risk, Ethics...

Poste Italiane rinnova la certificazione ISO 37301 per la gestione della compliance

Poste Italiane ha ottenuto il rinnovo della certificazione ISO 37301:2021 per il proprio sistema...