(Italy Compliance Network) Collaborazione strategica nel real estate per la compliance e l’etica

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Nell’ambito dell’advisory immobiliare, la conformità normativa e l’etica sono temi di primaria importanza, soprattutto in contesti come quello italiano, notoriamente sensibile ai rischi di corruzione o riciclaggio. In questo contesto, Savills, una delle principali realtà nel panorama immobiliare del paese, ha promosso un’iniziativa per favorire la collaborazione tra le principali società del settore e consolidare standard elevati di integrità e trasparenza.

Durante una conversazione con Simona Spinelli, Legal & Compliance Manager di Savills, compliancedesign.it  ha fatto il punto sulle attività svolte e le sfide affrontate nel contesto dell’advisory immobiliare italiano. Verso la seconda metà del 2022, Savills ha assunto il ruolo di promotrice creando una rete con i Responsabili Legal and Compliance di alcuni tra i principali competitor del mercato immobiliare italiano

L’obiettivo primario è quello di creare un network collaborativo volto a promuovere la compliance normativa e l’etica aziendale, condividendo best practice e standard etici che possano garantire un’ancora più elevata integrità nel settore

 

L’obiettivo primario è quello di creare un network collaborativo volto a promuovere la compliance normativa e l’etica aziendale, condividendo best practice e standard etici che possano garantire un’ancora più elevata integrità nel settore. “La scelta delle diverse società di unirsi alla rete è stata motivata dalla loro struttura internazionale e dai principi etici simili a quelli di Savills, oltre al fatto che in altri Paesi europei esistevano già simili iniziative tra i medesimi soggetti, creando così un terreno fertile per un tavolo di lavoro permanente che consenta una collaborazione efficace e proficua”, spiega Spinelli.

Non si tratta di un network chiuso, ma aperto a tutti i soggetti che dispongono dei seguenti requisiti, stabiliti congiuntamente: essere una società registrata come intermediario immobiliare; disporre di una funzione legale e/o compliance interna; avere tra lo staff senior della società almeno due membri RICS, soggetti al rispetto degli standard e linee guida professionali RICS per la lotta alla corruzione e all’abuso d’ufficio, all’antiriciclaggio e al finanziamento del terrorismo; accettare senza riserve di utilizzare il questionario AML redatto e approvato dal Network.

Uno dei risultati tangibili di questa collaborazione è stata proprio la creazione del questionario condiviso, al fine di effettuare l’adeguata verifica della clientela per il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, che ha trovato anche il sostegno della stessa RICS. Il questionario è stato infatti elaborato in conformità agli standard anti-riciclaggio di RICS, seguendo la normativa italiana e internazionale.

 

Le società più strutturate e evolute hanno processi sofisticati, ma nelle realtà più piccole questa attenzione potrebbe non essere altrettanto forte. Siamo quindi i promotori del cambiamento e cerchiamo di avere strutture adeguate per migliorare i nostri processi e contribuire all’accrescimento dei livelli di sofisticazione in tutto il mercato

 

“Il questionario costituisce una parte fondamentale delle verifiche anti-riciclaggio ed è un passaggio necessario per ottemperare a questo obbligo normativo”. 

Tuttavia, rappresenta anche un’azione volta a garantire la trasparenza del mercato. “È significativo che molti tra i principali operatori abbiano deciso di adottare questo documento, poiché indica una condivisione delle esperienze adottate secondo le normative vigenti”, continua Spinelli. “Il sostegno di RICS, inoltre, aggiunge valore e conferma che stiamo procedendo nella giusta direzione”.

Le società internazionali sono molto attente a queste tematiche e prevedono funzioni dedicate. “Le società più strutturate e evolute hanno processi sofisticati, ma nelle realtà più piccole questa attenzione potrebbe non essere altrettanto forte. Siamo quindi i promotori del cambiamento e cerchiamo di avere strutture adeguate per migliorare i nostri processi e contribuire all’accrescimento dei livelli di sofisticazione in tutto il mercato”.

C’è da notare la speciale relazione del mondo immobiliare con il mondo finanziario, con molti clienti che sono società di gestione dei risparmi, asset manager e quindi soggetti vigilati con standard specifici. “Operiamo in un settore delicato, i nostri clienti sono parte di un mondo ancora più regolamentato, come quello dei soggetti vigilati da Consob e Banca d’Italia”. Tuttavia, oltre agli interlocutori istituzionali, esistono anche persone fisiche e società private, soprattutto nel settore residenziale. “In questo ambito, infatti, il livello di rischio cambia e pertanto stiamo lavorando per integrare le best practice del mercato nelle nostre verifiche iniziali su clienti”. Ulteriore fattore da considerare è la lunga storia italiana nelle pratiche di prevenzione.

“La nostra storia ci ha insegnato molto e proprio per questo abbiamo normative e processi molto più sofisticati rispetto agli altri. Effettuiamo controlli più approfonditi e abbiamo implementato sempre più controlli e processi volti a ridurre il più possibile i rischi”, sottolinea Spinelli.

“In Europa, siamo sicuramente i precursori su molti aspetti in tema di compliance e quindi mitighiamo bene i nostri rischi”. Se ad oggi la compliance non è più vista semplicemente come conformità, ma come un’espansione ed etica, “chi abbraccia questi valori a 360 gradi, non solo nel rispetto delle procedure ma anche in azioni etiche e trasparenti, aggiunge un valore significativo al proprio operato”. Questo non è solo un vantaggio intrinseco, “ma anche un vantaggio commerciale, perché i clienti apprezzano il fatto di lavorare con operatori che dimostrano un impegno etico e trasparente in tutte le azioni, non solo dove richiesto”. Anche l’ISG (Integrated Solution Governance) sta contribuendo a questo cambiamento, così come la GDSG (Global Data Strategy Governance) contribuisce a promuovere una visione più ampia e non solo basata sulle procedure obbligatorie. “Questa prospettiva più ampia è certamente benefica per il mercato, soprattutto per il nostro settore” […] continua a leggere People in Compliance#35