Metti l’olio nell’acqua, mescola, agita, emulsiona… niente da fare: l’olio resta olio e l’acqua resta acqua. Prova invece con il sale: lo butti dentro e sparisce, si scioglie, diventa parte dell’acqua stessa. E solo così l’acqua acquista senso: cuocere una pasta che non sia insipida.
Ora, se pensiamo alla compliance, il dubbio è lo stesso: è olio o è sale?
Se la immagini come olio nell’acqua, rimarrà sempre estranea, incapace di fondersi con la cultura aziendale.
Se la immagini come sale, invece, allora si dissolve, diventa sostanza, trasforma il contesto dall’interno e rende l’organizzazione adatta allo scopo.
Ma c’è un altro scenario in cui l’olio serve davvero: quello degli ingranaggi.
Quando un meccanismo si blocca, l’olio lo libera, lo fa scorrere, lo accelera. Così, in certi momenti, la compliance deve essere fluida, abilitante, capace di ridurre attriti e permettere all’azienda di correre più veloce. Se però, al posto dell’olio, ci metti il sale, l’ingranaggio si incrosta e si ferma per sempre.
La lezione è chiara: la compliance non è sempre la stessa cosa. È un ingrediente.
Sta a noi capire quando deve sciogliersi come sale nell’acqua, trasformando la cultura dall’interno, e quando deve funzionare come olio negli ingranaggi, liberando energia e velocità.
E come in cucina, non basta avere gli ingredienti giusti: serve il cuoco.
Nella governance d’impresa, quel cuoco è l’amministratore delegato. È lui che deve sapere dove e come usare la compliance.
La compliance è uno degli ingredienti fondamentali della cucina mediterranea e internazionale: non può mancare. Ma come ogni ingrediente, non si gestisce da solo. Qualcuno deve decidere quando usarla come sale e quando come olio, evitando eccessi o carenze.
Questa responsabilità non può essere delegata al cameriere, al maître o – peggio – al cliente stesso. È compito del cuoco, cioè dell’amministratore delegato. Solo lui conosce l’equilibrio dell’insieme, sa dosare i sapori, calibrare le consistenze, evitare che un piatto diventi immangiabile.
Per questo la compliance deve dipendere direttamente dall’amministratore delegato: non come contorno, non come salsa opzionale, non come “piatto fuori menù”, ma come ingrediente strategico.
Perché solo chi guida la cucina può decidere come e quando usarla, assicurando la riuscita del piatto più importante: il futuro dell’impresa.
R.I.T.A.